Pronti 50 milioni di copertura per l'Emilia
Il governo ridà un po' di fiato alle imprese e toglie l'Imu ai terremotati
"Sono le nostre aziende, a volte le più piccole e innovative, che in questa fase difficile non hanno abbassato la testa e affrontano la crisi con determinazione, ad avere bisogno di liquidità". Ed è a questa platea che Mario Monti si rivolge per assicurare che con le misure per il credito che partono oggi che "potranno vedere qualche spiraglio di luce". "Con l'intervento di oggi siamo in grado di smaltire 20-30 miliardi" dei debiti della Pa nei confronti delle imrpese già quest'anno.
6 AGO 20

"Sono le nostre aziende, a volte le più piccole e innovative, che in questa fase difficile non hanno abbassato la testa e affrontano la crisi con determinazione, ad avere bisogno di liquidità". Ed è a questa platea che Mario Monti si rivolge per assicurare che con le misure per il credito che partono oggi che "potranno vedere qualche spiraglio di luce". Il presidente del Consiglio rende merito al lavoro di squadra sui decreti cui "hanno lavorato molto bene e intensamente i ministeri i Economia e Sviluppo economico" e si dice "molto grato a Passera e a Grilli per aver operato su un terreno complesso ma importantissimo". "Con l'intervento di oggi siamo in grado di smaltire 20-30 miliardi" dei debiti della Pa nei confronti delle imrpese già quest'anno. Ad indicarlo il premier nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. Inoltre, “il governo intende recepire la direttiva su ritardati pagamenti entro fine 2012, in anticipo rispetto alla scadenza di marzo'', ha annunciato. "Possiamo realizzare un progressivo rientro del debito commerciale accumulato dalla Pubblica amministrazione smaltendo uno stock di 20/30 mld già per quest'anno". Monti ha poi sottolineato ancora una volta che il compito per il quale è stato chiamato a Palazzo Chigi non era facile né leggero. Presentando le misure per il credito alle imprese, il presidente del Consiglio osserva infatti che "è chiaro che nella complessa operazione di politica economica dei mesi scorsi, anche le imprese sono state oggetto di una politica economica che ha comportato oneri".
Quattro decreti ministeriali e, a valle, e in pieno coordinamento, un accordo tra le rappresentanze d'impresa e le banche per rendere "ancora più efficiente" l'insieme degli strumenti. A sintetizzare l'intervento del governo per sciogliere il nodo del debito accumulato dalla Pa verso le imprese è una nota di Palazzo Chigi. In considerazione del riacutizzarsi della crisi negli ultimi mesi, il pacchetto "si propone di fornire liquidità alle aziende mediante il supporto del sistema bancario o attraverso compensazioni di crediti e debiti nei confronti delle amministrazioni pubbliche". Sono "un passo importante di un percorso articolato in più fasi che porterà a minimizzare in futuro l'accumularsi di debiti commerciali attraverso una migliore programmazione, un rapporto ancora più cooperativo con il fisco e il recepimento della Direttiva sui ritardi di pagamento". Ancora, le imprese potranno ottenere un'anticipazione bancaria a fronte del credito certificato. L'anticipazione, come prevede il decreto firmato dallo Sviluppo economico, può essere assistita da una garanzia fino al 70 per cento da parte del Fondo Centrale di Garanzia (elevabile fino all'80 per cento in caso di apporto di risorse da parte delle Regioni) e un importo massimo garantibile per singola impresa pari a 2,5 milioni di euro (il massimo consentito per legge). Le imprese potranno quindi fare una cessione, pro soluto o pro solvendo, presso intermediari finanziari riconosciuti. In tutti i casi si fornisce liquidità alle imprese e, nel caso di compensazioni, si semplifica anche il rapporto con il fisco.
Il presidente del Consiglio oggi ha anche assicurato che verranno trovate le "coperture adeguate" per finanziare gli interventi immediati nelle zone colpite dal sisma, e che non ci sarà "l'Imu per i terremotati" e che le aziende aiuteranno le imprese. Monti è arrivato a Sant'Agostino intorno alle 9. Accompagnato dal capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, e dal presidente della Regione Emilia-romagna, Vasco Errani, ha attraversato piazza Marconi e si è fermato alcuni minuti a osservare la sede del municipio, squarciata dal sisma. Mentre entrava in un edificio adiacente per un incontro coi parenti delle vittime, sono partiti cori e fischi da parte di alcuni contestatori. Parlando con i cronisti il premier ha spiegato che, nell'incontro con le autorità locali sono state "esaminate le modalità per arrivare presto a poter dare il sostegno necessario". E il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà gli ha fatto eco: "Per quanto riguarda l'Imu, che sta per incombere, giustamente non dovrà essere riferito alle abitazioni inagibili".